Archivio per la categoria 'Informazione'

Cosa è realmente accaduto (e sta ancora avvenendo)

Dagli amici dell’Associazione Italia-Israele di Bologna, ho ricevuto un invito a visualizzare questo documento e vi assicuro che è assolutamente da non perdere

(in)quieto vivere

Lo scorso febbraio è nato un nuovo blog, gestito a quattro mani, dal nome alquanto intrigante: (in)quieto vivere.
Tra l’altro vi partecipa un amico, Massimo Pandolfi, a cui abbiamo fatto riferimento già varie volte in passato.

Nell’intestazione del sito si leggono le seguenti parole…

Prendere sempre e comunque per buono quello che si legge sulla “grande stampa”. Andare a letto tranquilli, incassate le certezze di qualche tiggì e l’anestesia di un bel reality. Provare imbarazzo a casa propria, imparando a farsene una ragione. Pensare che in fondo potrebbe anche andar peggio, e che allora tutto sommato va bene così.
Credere di scegliere, esistere in quanto target. Non poter distinguere l’informazione dallo spot, concludendo che forse non è poi così importante.
Questo, in 2 parole, si chiama “quieto vivere”.
NoI SiAmO L’eSaTto cOnTrArIo… NOI SiAmO qUeLLi di

Cosa aspettate per visitarlo?

Rispettare Maria, prima di tutto

Fonte: TGCOM

Caso Maria, denuncia all’Aja – Ricorso del comitato su diritti umani
Arriva a Strasburgo il caso della bimba bielorussa tenuta nascosta dai genitori affidatari italiani per impedirne il rimpatrio. Il Presidente del Comitato Internazionale dei diritti umani, Yasmin von Hohenstaufen, si è rivolta all’Aja, all’Unicef e al Tribunale di Strasburgo per denunciare la Bielorussia di abuso di potere e di crudeltà mentale e associazione a delinquere in omissione di presunti abusi contro l’infanzia.
Secondo Yasmin von Hohenstaufen, Maria sarebbe “pesantemente traumatizzata” e “la sua volontà deve essere rispettata e deve essere creduta fino a prova contraria”. “E’ semplicemente indecoroso e crudele – è scritto in una nota diffusa in serata – ciò che sta subendo Maria, che chiede solo di dimenticare e rimanere tra persone che l’amano e che per lei hanno messo a rischio la loro stessa libertà”. “Il governo italiano – prosegue il comunicato a firma Bill mc Kenney – non può rendersi complice di abusi e reati contro l’infanzia, compiacendo le richieste della Bielorussia”.
[...]

Sottoscrivo pienamente questa denuncia.
Sono pienamente solidale con i coniugi Giusto per come hanno agito. La loro, è stata una scelta molto coraggiosa. Perché prima della legge viene il diritto inalienabile alla serenità dei bambini.
Spero quindi che venga esaudita la volontà di Maria di non ritornare in Bielorussia e di restare con i genitori affidatari.

Ricordi e considerazioni sull’undici settembre 2001

Questo mio “appunto” arriva tardivo, rispetto a questo triste, quinto anniversario. Ma ho voluto pubblicarlo perché aiuta me stesso, e spero anche a chi lo leggerà, a ricordare le sensazioni provate in quei momenti, nei giorni e negli anni successivi. Perché credo che quell’undici settembre di cinque anni fa abbia segnato la vita di tutti.

Ero in ufficio a lavorare quando tutto ebbe inizio.
Entrò un collega che con aria un po’ sconcertata e preoccupata disse di aver ascoltato alla radio la notizia che a New York era successo un gravissimo incidente o qualcosa del genere. Bastò poco meno di mezz’ora e, grazie al televisore acceso nell’ufficio del nostro dirigente, cominciammo a capire quello che realmente stava accadendo.
Appena ebbi chiaro il fatto che si trattava di attentati terroristici, la prima cosa che mi venne istintivamente in mente e che dissi, rivolgendomi ai presenti, fu: “questa è guerra! siamo in guerra!”. E ricordo benissimo che, a quelle mie parole, quel dirigente, con un sorriso di compatimento, mi disse qualcosa tipo: “ma che guerra e guerra!“.
Col passare degli anni mi sono sempre più reso conto che quella mia affermazione, purtroppo, era più che mai vera.

Allora non amavo occuparmi troppo di politica. Intuivo semplicemente che qualcosa non funzionava in Occidente e me la prendevo con il lassismo italiano ed europeo che consentiva ad immigrati clandestini di invadere il nostro Paese.
Ero pendolare e, passando tutti i giorni per una delle più grandi stazioni italiane, mi trovavo spesso a constatare di persona gli effetti negativi di una politica a dir poco sciagurata.
Non conoscevo neanche tanti aspetti della politica internazionale e forse anche per questo non riuscii a reagire con sufficiente forza, come farei oggi, ai tanti (troppi) colleghi che quel giorno, ma anche i successivi, dissero: “gli americani se la sono cercata”, “gli americani se lo sono meritati”, “è un complotto del governo americano” e tutto il resto. Tutti luoghi molto (troppo) comuni, purtroppo, in una regione profondamente rossa come quella in cui vivo. Ma qualcosa, a livello istintivo, mi suggeriva che queste persone erano vittime di questi luoghi comuni.
Da allora fui preso da una fame irrefrenabile di saperne di più. Cominciai a seguire trasmissioni televisive di approfondimento, presi più spesso in mano i giornali e lessi prima l’articolo e poi il libro “La rabbia e l’orgoglio”, della grandissima Oriana Fallaci. Della stessa Fallaci divorai successivamente “La forza della ragione” e poi “Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’apocalisse”. “Pugni allo stomaco” che spezzavano la coltre “politicamente corretta” dei “media”, che durava da troppo tempo, e che mi scossero profondamente.

Credo che non si debba mai finire di ringraziare Oriana Fallaci per il suo coraggio di dire cose molto scomode (specie per gli ipocriti “ben pensanti”). E credo che oggi si debba anche ringraziare uomini come Marcello Pera e Papa Benedetto XVI che, con i loro scritti (come “Senza radici“) e il loro operato, scavano a fondo nelle ragioni della decadenza dell’Occidente, che hanno reso vulnerabili le nostre democrazie ancora molto “giovani” ed “imperfette”.
Come sostiene anche il mio amico Sorvy, siamo solo all’inizio di una “sfida”, in cui sono in gioco la nostra cultura ed i nostri Valori, ai cui esiti noi non riusciremo sicuramente ad assistere.
Però, pur nella nostra piccola realtà quotidiana, credo che ognuno di noi possa contribuire a vincere questa “sfida”, anche solo discutendo dei nostri Valori con le persone che conosciamo. Anzi, credo che sia addirittura un dovere “testimoniare” questi Valori: per il bene dei nostri figli e delle generazioni che verranno. E c’è una “parola d’ordine” che credo si dovrebbe tenere sempre a mente: LIBERTÀ.

L’arrivo di Berlusconi e Formigoni al Meeting di Rimini

P.S.Chi volesse pubblicare il filmato sul proprio sito è libero di farlo.

I link o i codici necessari li potete trovate su questa pagina di YouTube, rispettivamente alle voci “URL” ed “Embed”.

Chiedo solo la cortesia di citare la fonte.
Grazie.

Un grande Capuozzo contro piccoli personaggi fanatici

Toni CapuozzoUn grande, anzi grandissimo, Toni Capuozzo, sabato scorso, nell’edizione delle ore 20 del TG5, ha giustamente “strapazzato” Mohamed Nour Dachan, presidente dell’UCOII (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia).
L’UCOII, che è punto di riferimento anche per un fanatico islamista come il sig. Adel Smith (famoso per aver denunciato Oriana Fallaci e per lanciare crocifissi dalle finestre degli ospedali italiani), ha infatti acquistato uno spazio sul Quotidiano Nazionale per pubblicare un documento infamante, a dir poco, nei confronti di tutto il popolo ebraico, e che si conclude, come osserva Magdi Allam, con l’equivalenza: «Marzabotto = Gaza = Fosse Ardeatine = Libano».

Riporto, di seguito, una breve sintesi dell’intervento di Capuozzo, tratta dal sito TGCOM, dove mi sono permesso di evidenziare in grassetto alcuni passaggi, secondo me fondamentali, e di correggere qualche piccolo refuso.

“Criticare Israele è legittimo, lo stanno facendo in tanti in questi giorni, ma ogni paragone storico con il nazismo è rivoltante. Non ci interessa stabilire se sia da codice penale o meno, ci interessa segnalare che queste idee vengono da un’organizzazione, l’Ucoii, che afferma di controllare l’85% delle moschee italiane, un’organizzazione che siede a pieno titolo nella Consulta Islamica“.

Così Toni Capuozzo, nel suo editoriale andato in onda sul Tg5 delle 20 di sabato 19 agosto, ha commentato i contenuti della pagina acquistata nello stesso giorno dall’Unione Comunità Islamiche Italiane sul “Carlino”, “Nazione” e “Giorno”, per dire, ha riferito, che “Israele è il fascismo, il nazismo di oggi, le Fosse Ardeatine” e che “la Marzabotto di oggi portano nomi libanesi e palestinesi”.

“Non vogliamo sia messa a tacere, l’Ucoii – ha detto Capuozzo – anzi dovrebbe parlare di più ed esprimersi sull’uccisione in piazza di un sospetto collaborazionista palestinese, preso a calci tra gli applausi della folla, dovrebbe dire la sua sulla breve vita della ragazza pakistana di Brescia, e sul pacifista accoltellato a morte perché creduto ebreo. E se proprio dobbiamo dare lezioni di storia ci piace ricordare le simpatie del mondo arabo, allora, per il nazismo, il successo, tuttora, di Mein Kampf in Medio Oriente, e la passione per la morte che ha meritato ai militanti fondamentalisti l’appellativo di islamofascisti.

Gli italiani hanno tanti difetti, caro Nour Dachan (presidente dell’Ucoii, ndr) – ha concluso- ma non sono così stupidi da vedersi usurpato il proprio passato, Fosse Ardeatine e Marzabotto, un passato tragico che vide tanti ebrei italiani vittime di altri italiani e tanti ebrei italiani salvati da altri italiani. Vederselo usurpare da un nuovo italiano come Lei“.

Sono perciò perfettamente d’accordo con chi propone di estromettere l’UCOII dalla Consulta Islamica.
Ma aggiungo anche che sarebbe più che mai opportuno togliere la cittadinanza italiana, se ce l’hanno, a coloro che hanno scritto quel documento ed invitarli gentilmente a lasciare il nostro Paese.

Penso inoltre che questo deplorevole episodio costituisca un’ottima occasione che l’islam moderato ha il dovere di cogliere, facendo sentire fortissima e chiarissima la propria voce.

La storia è maestra di vita

Dagli amici dell’Associazione Italia Israele di Bologna, ricevo e, molto volentieri, pubblico il breve ma significativo contenuto di una e-mail che hanno inviato a D’Alema, per ricordargli che la storia è maestra di vita.

Sabato 12 agosto 2006

Oggetto: D’Alema ha ragione. HISTORIA MAGISTRA VITAE

L’affermazione del nostro ministro degli esteri è una verità sacrosanta: “La reazione di Israele è stata spropositata”.

Lo sostenevano i leader europei già nel 1943.

The New York Times - 10 maggio 1943

A quanto pare però, oltre a D’Alema, troppo spesso anche la maggior parte dei “media” occidentali dimostra di avere la memoria molto corta.

Gli esperti super partes di Ballarò

Segnalo il post “Il maestrino di Ballarò (e due)“, di Fausto Carioti, che smaschera senza pietà un fulgido esempio di informazione scorretta e subdola al tempo stesso.

Si parla infatti della trasmissione condotta da Giovanni Floris, andata in onda ieri sera su RAI 3, che ha visto protagonisti Bertinotti, Emma Bonino, Rotondi e Berlusconi.

Assolutamente da non perdere e da divulgare (anche tramite email) ad amici e parenti.

Interrotto 50 volte (cioè 3 volte al minuto)

LIBERO del 14/03/2006
Sullo “scontro” Annunziata – Berlusconi riporto i link ai servizi di Studio Aperto, il TG di Italia 1, che già dal titolo (“L’ha interrotto 50 volte, cioè 3 volte ogni minuto”) mettono molto bene in evidenza ciò che è successo.

- Servizio di Studio Aperto n. 1 (edizione del 13 marzo – ore 12.30) (link diretto al filmato);
- Servizio di Studio Aperto n. 2 (edizione del 13 marzo – ore 18.30) (link diretto al filmato).

Milano e l’okkupazione gramsciana

A Milano abbiamo avuto un altro tragico esempio dell’odio estremo “coltivato” in tanti anni da questa sinistra.
Sassi, bombe carta riempite di chiodi e bulloni (che mi ricordano gli ordigni dei kamikaze palestinesi), vandalismi di ogni genere. Una furia cieca che non si è curata nemmeno dei bambini che a quell’ora frequentavano un Mac Donald (raccomando la lettura di un significativo post di DAW).
Ed ora anche la sinistra tutta condanna giustamente le violenze ma, contemporaneamente, mette le mani avanti avvertendo che “quelli lì” non c’entrano nulla con loro.
Però, se si guardano le manifestazioni di solidarietà davanti al carcere dove sono stati rinchiusi i facinorosi arrestati, chi ci troviamo? La sinistra dei centri sociali!
Perciò a tutti coloro che dicono sia strumentale incolpare la sinistra dei disordini di Milano, rispondo riportando uno stralcio dell’editoriale di domenica di Vittorio Feltri.

Libero del 12/03/2006(…) Eccola, la campagna elettorale della sinistra colta e raffinata. Eccola, l’Unione di lotta e di governo. Qualcuno dirà: cosa c’entrano questi estremisti con noialtri progressisti intellettuali, ricchi, abili nell’uso delle posate da pesce? Cretini. I no global, gli anarcoinsurrezionalisti, i disubbidienti mica votano Casini o Berlusconi. Votano Daniele Farina. Votano Caruso (non votano Casarini solo perché non è stato candidato, e perciò si è incazzato). Votano Rifondazione Comunista, vostra alleata, che ha sottoscritto il programma di Prodi e della maggioranza di Prodi è una stampella. (…)

Sono parole da me pienamente condivise.
Lo so benissimo che anche a destra ci sono le teste calde. Ma se cominciamo a fare la conta di quante di queste teste ci sono a destra e quante a sinistra, allora forse il quadro sarebbe molto più chiaro.
Basterebbe rispondere ad alcune domande.
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che frequenta i centri sociali?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che ha sconvolto Genova in occasione del G8?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che “okkupano” università e scuole?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che grida 10-100-1000 Nassirya?
- E, infine, quale parte politica ha sempre cercato di smorzare le responsabilità di no-global e soci e non ha mai condannato in maniera totale e definitiva certe manifestazioni violente?

Si tratta di una semplicissima constatazione statistica.

La sinistra è dal dopo-guerra ad oggi che fomenta l’odio contro l’avversario come nessun’altra parte politica.
(A tal proposito basterebbe rispondere a questa domanda: a quale parte politica appartengono gli autori di libri, rappresentazioni teatrali e film che predicano la morte violenta di Berlusconi?).

Ora, senza scordare anche le stragi dovute all’estrema destra, come si possono dimenticare i morti ammazzati per mano di tanti “utili idioti” appartenenti a organizzazioni come Lotta Continua e Brigate Rosse (solo per farne un esempio)? Quegli omicidi non sono forse cronologicamente associati a feroci campagne d’odio a mezzo stampa e propaganda varia?
Lo stesso omicidio Biagi non coincide forse con una campagna di mistificazione e d’odio creata ad arte soprattutto dalla sinistra per ostacolare le riforme?
I risultati di questo modo di fare politica sono da sempre sotto gli occhi di tutti (anche il ‘68 ne è un esempio). E chi non lo ammette e continua a farci la morale è solo un emerito ipocrita.
Per questo, vengo puntualmente colto da un riso amaro quando sento personaggi come Fassino, il quale, dopo aver condannato le violenze, ipocritamente dice (ai microfoni del TG5) che «(…)siamo in presenza di episodi di teppismo politico, che non possono che essere assolutamente condannati, nel modo più assoluto; che non hanno niente a che vedere col confronto, la dialettica, la battaglia politica elettorale che è in corso e che deve svolgersi in un clima di rispetto reciproco, di serenità, di civiltà (…)».
E proprio lui, Fassino, parla di RISPETTO? Quando lui stesso e la maggioranza dei suoi compagnucci d’avventura spessissimo non ne hanno avuto e che da anni non fanno che delegittimare questo governo, insultando ripetutamente e pesantemente lo stesso Berlusconi?

Il punto, secondo me, è che l’Italia soffre terribilmente di quanto prodotto dalla “okkupazione” gramsciana.
Non dobbiamo infatti dimenticare quanto sostenuto da Antonio Gramsci, come da altri nel partito comunista, che indicava il “condizionamento sistematico di tutti i gangli della cultura e dell’informazione” come “strumento” per consolidare il comunismo in Italia.
Come si può negare il fatto che la sinistra abbia “okkupato” tutti i gangli vitali del Paese?
Magistratura, scuola, università, impiego statale e di altri enti a livello nazionale, mondo dello spettacolo e della cultura, sindacati, giornali e televisioni (checché ne dicano i detrattori di Berlusconi – vi invito a leggere il libro “Inchiostro rosso – Le vere veline dell’era Berlusconi“, scritto da Massimo Pandolfi e Riccardo Fantini, edizioni Ares) sono tutti in mano ai “rossi” che, dal dopo-guerra ad oggi, hanno operato come una grande piovra (come la mafia).
Perciò, se oggi ci troviamo in questa situazione, con “utili idioti” di destra e soprattutto di sinistra (numericamente molto più consistenti), lo dobbiamo soprattutto a comunisti e post-comunisti.
La “okkupazione” gramsciana ha lavato tanti cervelli e continua a farlo. E proprio questo, secondo me, è il principale elemento frenante di una possibile evoluzione della politica in Italia (a tal proposito segnalo questo post di Robinik).

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