Archivio per Settembre 2006

Rispettare Maria, prima di tutto

Fonte: TGCOM

Caso Maria, denuncia all’Aja – Ricorso del comitato su diritti umani
Arriva a Strasburgo il caso della bimba bielorussa tenuta nascosta dai genitori affidatari italiani per impedirne il rimpatrio. Il Presidente del Comitato Internazionale dei diritti umani, Yasmin von Hohenstaufen, si è rivolta all’Aja, all’Unicef e al Tribunale di Strasburgo per denunciare la Bielorussia di abuso di potere e di crudeltà mentale e associazione a delinquere in omissione di presunti abusi contro l’infanzia.
Secondo Yasmin von Hohenstaufen, Maria sarebbe “pesantemente traumatizzata” e “la sua volontà deve essere rispettata e deve essere creduta fino a prova contraria”. “E’ semplicemente indecoroso e crudele – è scritto in una nota diffusa in serata – ciò che sta subendo Maria, che chiede solo di dimenticare e rimanere tra persone che l’amano e che per lei hanno messo a rischio la loro stessa libertà”. “Il governo italiano – prosegue il comunicato a firma Bill mc Kenney – non può rendersi complice di abusi e reati contro l’infanzia, compiacendo le richieste della Bielorussia”.
[...]

Sottoscrivo pienamente questa denuncia.
Sono pienamente solidale con i coniugi Giusto per come hanno agito. La loro, è stata una scelta molto coraggiosa. Perché prima della legge viene il diritto inalienabile alla serenità dei bambini.
Spero quindi che venga esaudita la volontà di Maria di non ritornare in Bielorussia e di restare con i genitori affidatari.

Con il Papa e con Oriana Fallaci

Le violente reazioni del mondo islamico al discorso che ha tenuto il Papa lo scorso 12 settembre, danno una volta in più ragione a Oriana Fallaci, la “Cassandra” che, dall’undici settembre 2001, ha continuato a “gridare”, e non solo dai suoi scritti, “Troia brucia!”.
Il discorso di Benedetto XVI l’ho letto tutto e non ci ho trovato nulla di offensivo nei confronti dell’islam. Anzi, mi è parso un invito sincero al dialogo tra culture e religioni diverse, unito al rifiuto del concetto che una qualsiasi religione possa essere diffusa con la violenza.
Per tutta risposta abbiamo visto cosa è accaduto: è stato completamente (e, secondo me, volutamente) travisato questo discorso e l’islam radicale è arrivato a minacciare fisicamente il Papa. Addirittura il “direttorato generale per gli affari religiosi” di Ankara – una sorta di commissione religiosa che vigila sugli imam turchi – ha chiesto che il Papa sia arrestato in occasione del suo prossimo viaggio in Turchia perché, a parer loro, avrebbe violato le leggi turche su libertà di credo e pensiero, “insultando” l’Islam e il profeta Maometto!

Riporto alcuni stralci dell’articolo “Aveva ragione Oriana”, scritto da Renato Farina e apparso su Libero dello scorso martedì, 19 settembre.

Il Papa sta pensando a due donne. Due donne sue e diversissime. Suor Leonella uccisa a Mogadiscio domenica. E Oriana Fallaci. A lui e a noi mancano tutt’e due. Entrambe sono una profezia. La violenza islamica ha per nemico il cristianesimo, la sua realtà di amore indifeso. [...]
Molte sono le minacce dirette a Benedetto XVI, raffigurato in un cartone animato di Al Jazeera con un fucile che abbatte le colombe della pace lanciate da Giovanni Paolo II, in singolare coincidenza con le tesi di Repubblica. [...] Mai la minaccia è stata piena e totale come ora. Al Qaeda è la superficie emergente di un mondo unanime nel pretendere dal Papa l’impossibile: e cioè il rinnegamento di sé stesso e delle sue convinzioni su che cosa siano la fede e la ragione, e su chi sia Dio. E l’Occidente guarda il Papa come a dirgli: ma sì, dagli retta, dì che hai avuto torto. Ma il Papa non può. Piuttosto si fa ammazzare. Fa bene. Tocca a noi difenderlo. E dovremmo farlo come agirebbe Oriana. Piuttosto morti che islamici. [...]

Le violente parole e manifestazioni che si sono scatenate nel mondo islamico non dovrebbero essere tollerate. Se avessero un minimo di dignità e onore, dovrebbero essere coloro che hanno scatenato e partecipato a queste reazioni a chiedere scusa al Papa, per aver così miseramente e strumentalmente travisato le sue parole.
Ma cosa possiamo aspettarci da chi ha più volte dimostrato di mettere in pratica la cosiddetta taqiyya, un precetto sciita che prevede la “dissimulazione” (e basato sulle sure 3:28 e 16:106 del Corano), per apparire “moderato” all’Occidente mentre in “casa” propria continua a fomentare l’odio e ad istigare alla jihad?

Per tutto ciò, qui si sta con Papa Benedetto XVI e con Oriana Fallaci, senza se e senza ma.

Io sto col Papa

Oriana Fallaci, per sempre…

Oriana Fallaci

Proprio questa notte, a pochi giorni dal quinto anniversario di quel tragico undici settembre duemilauno, che Ti portò a scrivere “La rabbia e l’orgoglio” e i Libri successivi, hai lasciato questa vita.
Non credevi forse in Dio e nell’aldilà, ma siamo certi che Tu, Oriana, hai lasciato un segno indelebile che Ti ha resa immortale. Perché a parlare per Te restano i Tuoi Libri, ma anche tutte le persone che Ti hanno veramente capita e, per questo, apprezzata ed amata.
Resterai per sempre viva nei nostri cuori e nelle nostre menti.

Ricordi e considerazioni sull’undici settembre 2001

Questo mio “appunto” arriva tardivo, rispetto a questo triste, quinto anniversario. Ma ho voluto pubblicarlo perché aiuta me stesso, e spero anche a chi lo leggerà, a ricordare le sensazioni provate in quei momenti, nei giorni e negli anni successivi. Perché credo che quell’undici settembre di cinque anni fa abbia segnato la vita di tutti.

Ero in ufficio a lavorare quando tutto ebbe inizio.
Entrò un collega che con aria un po’ sconcertata e preoccupata disse di aver ascoltato alla radio la notizia che a New York era successo un gravissimo incidente o qualcosa del genere. Bastò poco meno di mezz’ora e, grazie al televisore acceso nell’ufficio del nostro dirigente, cominciammo a capire quello che realmente stava accadendo.
Appena ebbi chiaro il fatto che si trattava di attentati terroristici, la prima cosa che mi venne istintivamente in mente e che dissi, rivolgendomi ai presenti, fu: “questa è guerra! siamo in guerra!”. E ricordo benissimo che, a quelle mie parole, quel dirigente, con un sorriso di compatimento, mi disse qualcosa tipo: “ma che guerra e guerra!“.
Col passare degli anni mi sono sempre più reso conto che quella mia affermazione, purtroppo, era più che mai vera.

Allora non amavo occuparmi troppo di politica. Intuivo semplicemente che qualcosa non funzionava in Occidente e me la prendevo con il lassismo italiano ed europeo che consentiva ad immigrati clandestini di invadere il nostro Paese.
Ero pendolare e, passando tutti i giorni per una delle più grandi stazioni italiane, mi trovavo spesso a constatare di persona gli effetti negativi di una politica a dir poco sciagurata.
Non conoscevo neanche tanti aspetti della politica internazionale e forse anche per questo non riuscii a reagire con sufficiente forza, come farei oggi, ai tanti (troppi) colleghi che quel giorno, ma anche i successivi, dissero: “gli americani se la sono cercata”, “gli americani se lo sono meritati”, “è un complotto del governo americano” e tutto il resto. Tutti luoghi molto (troppo) comuni, purtroppo, in una regione profondamente rossa come quella in cui vivo. Ma qualcosa, a livello istintivo, mi suggeriva che queste persone erano vittime di questi luoghi comuni.
Da allora fui preso da una fame irrefrenabile di saperne di più. Cominciai a seguire trasmissioni televisive di approfondimento, presi più spesso in mano i giornali e lessi prima l’articolo e poi il libro “La rabbia e l’orgoglio”, della grandissima Oriana Fallaci. Della stessa Fallaci divorai successivamente “La forza della ragione” e poi “Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’apocalisse”. “Pugni allo stomaco” che spezzavano la coltre “politicamente corretta” dei “media”, che durava da troppo tempo, e che mi scossero profondamente.

Credo che non si debba mai finire di ringraziare Oriana Fallaci per il suo coraggio di dire cose molto scomode (specie per gli ipocriti “ben pensanti”). E credo che oggi si debba anche ringraziare uomini come Marcello Pera e Papa Benedetto XVI che, con i loro scritti (come “Senza radici“) e il loro operato, scavano a fondo nelle ragioni della decadenza dell’Occidente, che hanno reso vulnerabili le nostre democrazie ancora molto “giovani” ed “imperfette”.
Come sostiene anche il mio amico Sorvy, siamo solo all’inizio di una “sfida”, in cui sono in gioco la nostra cultura ed i nostri Valori, ai cui esiti noi non riusciremo sicuramente ad assistere.
Però, pur nella nostra piccola realtà quotidiana, credo che ognuno di noi possa contribuire a vincere questa “sfida”, anche solo discutendo dei nostri Valori con le persone che conosciamo. Anzi, credo che sia addirittura un dovere “testimoniare” questi Valori: per il bene dei nostri figli e delle generazioni che verranno. E c’è una “parola d’ordine” che credo si dovrebbe tenere sempre a mente: LIBERTÀ.

Quinto anniversario, per non dimenticare mai

Per non dimenticare mai

Letture raccomandate:


ATTENZIONE
Chi volesse inserire commenti, a seguito dei post, può farlo sul blog ufficiale.
Io sto con Israele

Top Posts

  • Nessuna

Blog Stats

  • 11,250 visite
php hit counter