Quando i mezzi d’informazione parlano di “vittime civili” da parte palestinese o libanese, non posso fare a meno di pensare che esiste una differenza sostanziale tra israeliani e terroristi islamisti (fra cui Hezbollah) che è stata molto bene illustrata dalla seguente vignetta, apparsa tempo fa sul sito informativo Arutz Sheva e su quello di Informazione Corretta.
Non si può non prendere atto che è usanza vigliacca dei terroristi islamisti farsi scudo con i civili (consenzienti o altrimenti costretti dagli stessi). Lo si è visto bene anche durante i primi interventi armati in Iraq, dove oltre ai civili iracheni venivano usati come “scudi umani” anche prigionieri occidentali.
Per questo io credo a Deborah Fait quando scrive che «[...] Hezbollah impedisce alla popolazione libanese di scappare obbligandoli a fare da scudi umani per scatenare i Solana e D’Alema e Chirac contro Israele [...]» e che «[...] Hezbollah spara i missili contro Israele da palazzi abitati da civili [...]».
Inoltre credo che spesso sia molto difficile distinguere certi civili dai terroristi islamisti. E questo per una semplice ragione deducibile anche dalle parole pronunciate dal ministro del lavoro libanese Trad Hamade, esponente di Hezbollah, che in una intervista ha dichiarato: “L’Hezbollah una milizia? E’ un’infamia. Siamo la resistenza, i partigiani, l’espressione più pura della lotta contro la brutalità israeliana”.
Lo stesso ministro ha poi precisato di essere “un civile” e di non avere “nulla a che vedere con i militari”.
Purtroppo resta sempre attuale la frase pronunciata da Golda Meir:
P.S. – A proposito di D’Alema e di reazione “sproporzionata” consiglio la lettura (e la visione di alcune foto a corredo) di questo articolo di Paolo Della Sala, sul blog “La Pulce di Voltaire”.

