Archivio per Aprile 2006

Di tutto un po’ sui coccodrilli rossi

La nostra visione della ricorrenza del 25 aprile è esattamente quella già espressa nel post “Il mio 25 Aprile (per non dimenticare)“: ci piacerebbe infatti “che il 25 aprile fosse vissuto soprattutto come una giornata della memoria, senza omissione alcuna, per ricordare tutto il male che noi italiani ci siamo fatti e per evitare che si possa ripetere”.
Ma chi ama davvero la Libertà non può lasciar passare sotto silenzio ciò che è accaduto ieri, 25 aprile 2006, a Milano, dove abbiamo potuto assistere all’ennesima dimostrazione della vera anima del centrosinistra. Così come, sempre a Milano, lo era stata la “contro-manifestazione” dello scorso 11 marzo (di cui si era già parlato).
E, così come allora, ecco arrivare le prese di distanza da parte di Prodi e degli altri esponenti del centrosinistra che oggi, più di ieri, possiamo solo definire COCCODRILLI ROSSI.

E’ dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale che non fanno altro che rinnovare odio e divisione tra gli italiani, monopolizzare la Resistenza e mettere in pratica quanto indicato dallo stesso Gramsci. E puntualmente, dopo ogni frittata combinata dagli utili idioti che hanno loro stessi allevato, eccoli sempre pronti a scandalizzarsi e a condannare!

IPOCRITI!

Per rendere ancora più chiara la questione è quindi utile ribadire alcune domande che ci si era già posti qualche tempo fa:
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che frequenta i centri sociali?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che ha sconvolto Genova in occasione del G8?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che “okkupano” università e scuole?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che grida 10-100-1000 Nassirya?
- E, infine, quale parte politica ha sempre cercato di smorzare le responsabilità di no-global e soci e non ha mai condannato in maniera totale e definitiva certe manifestazioni violente?

A queste domande possiamo aggiungere anche le seguenti:
- Da che parte stanno i vari registi e scrittori che al cinema, a teatro e sui libri amano raccontare (perché evidentemente ci sperano nel profondo) della fine violenta dell’odiato Berluska?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che si divertono a bruciare la bandiera d’Israele, come è avvenuto ieri a Milano?
- CHI sono quelli che alle ultime elezioni, del 9 e 10 aprile, hanno candidato nelle loro liste personaggi discutibili come Caruso?
- CHI sono quelli che vogliono la scarcerazione dei responsabili dei disordini avvenuti a Milano lo scorso 11 marzo?

Ribadiamo perciò il concetto: dalle risposte a queste domande si può solo arrivare ad una semplicissima constatazione statistica, che ci riporta sempre allo stesso schieramento politico capace solo di ingannare e mentire, anche di fronte all’evidenza.

A proposito di menzogne, ed in particolar modo di quelle raccontate prima e durante l’ultima campagna elettorale, ci poniamo altre domande:
- CHI sono quelli che raccontavano di un’Italia ridotta alla fame, mentre, soprattutto a Pasqua, il numero enorme di italiani in vacanza al mare, ai monti e ai laghi ci ha nuovamente dimostrato che le cose non vanno poi così male?
- CHI sono quelli che raccontavano di un’economia sfasciata, mentre, da Il Sole 24 Ore, qualche giorno fa si viene invece a sapere che “Sono in ripresa le vendite dell’industria italiana sui mercati internazionali, mentre recupera anche la domanda interna“?
- CHI sono quelli che deridevano il sondaggio pre-elettorale formulato da un’azienda americana, per conto di Berlusconi, che poi si è rivelato il più preciso di tutti quegli altri (la maggioranza) che davano per certa una vittoria schiacciante del centrosinistra?

Risposta: i soliti COCCODRILLI ROSSI.

Per tutto ciò, e ritornando ai gravi fatti di ieri, ci permettiamo di fare nostre le parole di Giorgio Lainati, responsabile della comunicazione di Forza Italia:
«Le ignobili e intollerabili contestazioni che hanno costretto il ministro Moratti – peraltro figlia di un ex deportato – ad abbandonare il corteo di Milano per le celebrazioni del 25 aprile, sono l’ennesima riconferma che dietro alle bandiere rosse prodiane c’è l’Italia peggiore, quella antidemocratica e illiberale che il professore di Bologna, un falso moderato, senza porsi alcun problema, intende portare ai vertici istituzionali del Paese».

Partigiano William
e
il miscredente

Elezioni – Considerazioni a caldo

LIBERO - 11/04/2006 Prima considerazione
Ora è un dato di fatto. Berlusconi, quando parlava dei sondaggi americani sull’esito delle elezioni italiane, non raccontava balle, come invece hanno fatto la maggioranza degli istituti di ricerca nostrani.

Seconda considerazione
I Radicali di Pannella e Bonino nel 2001 pesavano poco più del 2% e non avevano accordi con nessuno dei due principali schieramenti. E abbiamo visto il centrodestra vincente con una differenza voti non eclatante.
Oggi, con i socialisti di Boselli, i pannelliani pesano circa il 2,5% e corrono accorpati al centrosinistra. E l’esito delle elezioni ci sta mostrando una sostanziale parità.
A mio modo di vedere, quindi, sono stati loro l’ago della bilancia.
Però, considerando la sostanziale parità degli schieramenti e facendo qualche raffronto con le percentuali ottenute nel 2001 dai vari partiti (anche quelli che stavano al di fuori delle coalizioni ma che poi hanno fatto opposizione – come Rifondazione Comunista), senza “La rosa nel pugno” il centrodestra oggi avrebbe vinto con un margine più netto rispetto al 2001.
Perciò diciamolo. Il centrodestra oggi, nonostante tutto, è più forte che nel 2001.

E allora dico: basta con gli indugi! Facciamo subito il partito unico del centrodestra!

SEGNALAZIONI
Consiglio vivamente la lettura della lucidissima analisi di Fausto Carioti e dei contributi di The Right Nation (che aveva, tra l’altro, fatto delle previsioni molto attendibili qui, qui e qui) e Walking Class.

Incontro a Bologna con Marcello Pera

Domenica, 2 aprile 2006.
Questa giornata mi ha visto un po’ più mattiniero rispetto alle altre domeniche.
Ho raggiunto un caro amico conosciuto sul Web: il Sorvegliato Speciale (Sorvy).
E’ la prima volta che ci conosciamo di persona e questo primo incontro si svolge in un bar, davanti ad un caffè. Pochi minuti di chiacchiere e si parte per Bologna, diretti all’incontro organizzato dal Comitato per l’Occidente.
Arriviamo con largo anticipo al Palazzo dei Congressi: non sono ancora le 10 e l’incontro è previsto per le 11.30.
Sorvy è attrezzatissimo. Ha con sé ben tre bandiere (U.S.A., Israele ed Italia) e sul posto se ne procura anche una di Forza Italia con la scritta “Berlusconi Presidente”.
Siamo forse i primissimi ospiti ad entrare nella sala dedicata a questa manifestazione. Oltre a noi ci sono solo gli organizzatori impegnati negli ultimi preparativi.
Ci piazziamo in un punto abbastanza strategico, subito a sinistra delle file centrali (niente paura, non abbiamo cambiato idea! :-) – in ogni caso, dal palco, appariamo proprio… al “centro-destra”).
Leghiamo le bandiere alle aste e continuiamo a guardarci intorno, mentre cominciano ad arrivare altri ospiti, in gran parte di Bologna e dintorni. Poi è il turno di gruppi arrivati con alcuni pullman. Infine arrivano i passeggeri dell’Occidente Express, partito da Roma e che ha raccolto altri partecipanti strada facendo.
Sono le 11.20 ed il salone è del tutto pieno.
Pochi minuti dopo le 11.30 (forse cinque o dieci, non so esattamente) entra il Presidente Marcello Pera. E lo fa da dove non ce lo saremmo proprio aspettati.
Appare in cima ad una delle balconate laterali del salone e si avvia, stringendo le mani di tutta la gente intorno, verso uno dei due corridoi di platea che portano al palco.
Ci passa ad un metro di distanza e Sorvy gli grida: «vai Marcello!». Lui si gira e saluta sorridendo.

L'arrivo di Marcello Pera

Il primo ad intervenire è il prof. Gaetano Quagliariello (Presidente della Fondazione Magna Carta), seguito da Davide Rondoni (professore universitario e poeta) e Isabella Bertolini (Vice Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia).

Interventi di Quagliariello, Rondoni e Bertolini

E finalmente è il momento di Marcello Pera, che raggiunge il pulpito in mezzo ad una grandissima ovazione.
Ed esordisce con queste parole: «Cari amici, in primo luogo grazie di essere tanti, belli, giovani, entusiasti e determinati. Grazie per la vostra adesione al manifesto e per i vostri commenti e per i vostri blog. Grazie per l’Occidente Express: è partito. Oggi si è fermato a Bologna ma ha ancora un lungo percorso da compiere».
L'intervento di Marcello PeraParlando dell’Occidente, si lancia in una denuncia delle mancanze e delle ambiguità contenute nella Costituzione europea. Parla del relativismo e del multiculturalismo. Di immigrazione ed Islam: «il nostro nemico non è l’Islam. Il nostro vero nemico è la nostra incapacità a reagire a coloro che, facendo dell’Islam uno strumento, decidono di aggredirci nei nostri princìpi e valori più cari».
E infine evidenzia alcune fondamentali differenze tra il centrodestra ed il centrosinistra.
«Nel programma elettorale della Casa delle Libertà, proprio all’inizio, c’è un punto in piena consonanza col nostro Manifesto. Lì si dice che nel 2006 alla libertà “si deve aggiungere un altro valore complementare alla libertà, la sicurezza della nostra identità”. Questo concetto di identità è ripetuto quattro volte nella stessa pagina. E ad esso si aggiunge un appello alla “difesa delle radici giudaico-cristiane e a contrasto di ogni fondamentalismo”, per poi concludere: “Questo è il cuore del nostro programma. Questo è il centro strategico del nostro disegno tanto sul lato politico quanto sul lato economico, tanto in Italia, quanto in Europa: la difesa dei valori religiosi e dei princìpi morali, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra”».
Mentre «in quel programma dell’Unione, si parla di unioni di fatto, a definire le quali – è scritto – “non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale”. (…) Lì, insomma, si parla di “nuovi diritti”, anche se vanno a detrimento dei vecchi, e si parla di diritti delle minoranze, senza curarsi di quelli della maggioranza del popolo italiano. Il professor Prodi non ama parlare di Pacs, ma poi scrive ad Arcigay e Arcilesbisca per dire che, sì, si faranno, anche se è bene non fare “chiasso” durante la campagna elettorale. Al professor Prodi piace parlare della famiglia, ma poi da un manifesto di Rifondazione comunista si apprende che “la famiglia si articola in una vasta molteplicità di opzioni e di libere unioni”». E poi accenna ai concetti espressi da Boselli e da Emma Bonino per poi arrivare alla Margherita che «si divide fra le idee della professoressa Binetti e del dottor Bobba e quella della onorevole Rosy Bindi». Perciò Marcello Pera si chiede: «il professor Prodi ha un programma politico o è costretto a indossare le vesti di Arlecchino?».
Siamo alla conclusione: il Presidente Pera lancia il suo affondo verso il centrosinistra.
«E poi c’è quello che … non c’è. Nel programma dell’Unione e nel dibattito fra le forze che la compongono non c’è riferimento ad un’Europa identitaria, non alle nostre radici cristiane, non al diritto alla vita, non alla sussidiarietà, non alla pluralità dell’educazione. C’è invece, tra quelle forze, una tracotante protesta contro la Chiesa e il Papa, una ideologica chiusura verso le scuole cattoliche, un’idea di Europa angelica e senza responsabilità, una tendenza a distaccare l’Europa dall’America, e anche – come è scritto – “un segnale forte di discontinuità sia al popolo iracheno sia alla comunità internazionale”, senza curarsi né del popolo iracheno né del nostro interesse nazionale. Non sono mancati neppure coloro che hanno scandito slogan come “10, 100, 1000 Nassyria”, in spregio al nostro Paese e ai nostri valorosi militari.
Ecco perché io non accetto il programma dell’Unione. Perché voglio la mia identità. Voglio la mia tradizione. Voglio la mia cultura. Voglio la mia storia. Lo voglio, tutto questo, non perché sono tracotante o arrogante o oppressore. Lo voglio non perché non rispetto gli altri. Lo voglio perché rispetto me stesso. Lo voglio perché se nel mio Paese, nella mia Europa, si aggrava ancora di più la crisi spirituale e morale che stiamo attraversando, allora il mio futuro sarà perduto.
Noi già il 9 aprile quel futuro eviteremo di perderlo. Abbiamo capito che la discriminante fra noi e i nostri oppositori politici della sinistra è, come ha scritto il presidente Berlusconi a Isabella Bertolini, “lo scontro fra due opposte visioni del mondo”. Abbiamo capito la posta in gioco. E siccome abbiamo capito, intendiamo vincerla, quella posta, per noi, per i nostri figli, per l’Europa, per l’Occidente».
L’incontro si conclude così, in un tripudio generale.
In moltissimi accorrono verso il palco per un saluto o un autografo. Anche Sorvy ed io ci proviamo. Sorvy, con in mano la brochure distribuita a inizio manifestazione, chiede un autografo al Presidente Pera gridando (ed anch’io insieme a lui): «un autografo per TocqueVille!». Pera annuisce e, autografando la brochure di Sorvy, esclama «bravi!» rivolgendosi sia a noi ma soprattutto a tutti i cittadini di TocqueVille.

AGGIORNAMENTO del 06/04/2006

SEGNALAZIONI

Sul blog del Sorvegliato Speciale potete trovare due post:

Risorse audio e testo presenti sul sito personale del Presidente Marcello Pera:

Lo sciacallo Rutelli usa Tommy per attaccare il Governo

Rutelli proprio non riesce a tenere la bocca chiusa, nemmeno per decenza, quando gli si prospetta la possibilità di attaccare la maggioranza e Berlusconi.
Avevo già parlato di una delle sue tante “uscite” idiote e di quella di una sua collega della Margherita. Ma ieri ha toccato veramente il fondo.
Alle varie dichiarazioni di dolore da parte di varie autorità per l’orribile uccisione di Tommy, un cucciolino completamente indifeso, si è unito anche Berlusconi con queste parole (fonte AGI, 2 apr.): «Orrore, sgomento e commozione: questi sono i sentimenti che tutti proviamo di fronte all’orribile morte del piccolo Tommaso. Di fronte a un fatto che ha dell’incredibile ci sarebbe solo il silenzio». Sempre Berlusconi ha poi aggiunto, in una nota, «Non posso pero’ rinunciare ad esprimere, non solo il dolore e l’indignazione di tutti gli italiani, ma anche l’auspicio che sia fatta piena luce su tutti i responsabili e che per loro siano applicate, senza ritardi e senza indulgenze, le pene severe previste dal nostro ordinamento».

Parole condivisibili da chiunque abbia una minima sensibilità umana e che vanno al di là di qualsiasi ideologia.

Ma per Rutelli non è così: questa tragica vicenda è solo un’altra occasione per sferrare un attacco al Governo. Infatti dichiara che (fonte Repubblica.it, 2 apr.) si tratta di «una vicenda terrificante rispetto alla quale si consiglierebbe di non fare strumentalizzazioni politiche, soprattutto da parte della maggioranza che avendo governato cinque anni non ha stabilito alcuna norma più severa per chi commette delitti efferati».
E ancora (fonte AGI, 2 apr.): «Hanno fatto una serie infinita di leggi a tutela di Berlusconi e dei suoi amici in materia di giustizia ma quando il nostro deputato e responsabile giustizia Fanfani ha presentato una proposta di legge per escludere il rito abbreviato per crimini efferati come quello di Parma, e quindi escludere ogni beneficio per i responsabili, il centrodestra non ha mosso un dito».

Solo una persona profondamente meschina può arrivare a tanto.
Ora non si può nemmeno più esprimere il proprio dolore per l’assassinio atroce di un bimbo indifeso (che in me suscita nausea – come penso capiti alla maggior parte delle persone) che subito vieni “strumentalmente accusato di strumentalizzazione”! Quasi come se di questo orrore fosse responsabile il governo Berlusconi!
Una dichiarazione simile, nella sostanza, a quella già rilasciata dalla sua collega, Dorina Bianchi.

VERGOGNA RUTELLI!
In me susciti solo SCHIFO E PIETA’.


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Chi volesse inserire commenti, a seguito dei post, può farlo sul blog ufficiale.
Io sto con Israele

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