A Milano abbiamo avuto un altro tragico esempio dell’odio estremo “coltivato” in tanti anni da questa sinistra.
Sassi, bombe carta riempite di chiodi e bulloni (che mi ricordano gli ordigni dei kamikaze palestinesi), vandalismi di ogni genere. Una furia cieca che non si è curata nemmeno dei bambini che a quell’ora frequentavano un Mac Donald (raccomando la lettura di un significativo post di DAW).
Ed ora anche la sinistra tutta condanna giustamente le violenze ma, contemporaneamente, mette le mani avanti avvertendo che “quelli lì” non c’entrano nulla con loro.
Però, se si guardano le manifestazioni di solidarietà davanti al carcere dove sono stati rinchiusi i facinorosi arrestati, chi ci troviamo? La sinistra dei centri sociali!
Perciò a tutti coloro che dicono sia strumentale incolpare la sinistra dei disordini di Milano, rispondo riportando uno stralcio dell’editoriale di domenica di Vittorio Feltri.
(…) Eccola, la campagna elettorale della sinistra colta e raffinata. Eccola, l’Unione di lotta e di governo. Qualcuno dirà: cosa c’entrano questi estremisti con noialtri progressisti intellettuali, ricchi, abili nell’uso delle posate da pesce? Cretini. I no global, gli anarcoinsurrezionalisti, i disubbidienti mica votano Casini o Berlusconi. Votano Daniele Farina. Votano Caruso (non votano Casarini solo perché non è stato candidato, e perciò si è incazzato). Votano Rifondazione Comunista, vostra alleata, che ha sottoscritto il programma di Prodi e della maggioranza di Prodi è una stampella. (…)
Sono parole da me pienamente condivise.
Lo so benissimo che anche a destra ci sono le teste calde. Ma se cominciamo a fare la conta di quante di queste teste ci sono a destra e quante a sinistra, allora forse il quadro sarebbe molto più chiaro.
Basterebbe rispondere ad alcune domande.
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che frequenta i centri sociali?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che ha sconvolto Genova in occasione del G8?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che “okkupano” università e scuole?
- Da che parte sta la maggioranza degli individui che grida 10-100-1000 Nassirya?
- E, infine, quale parte politica ha sempre cercato di smorzare le responsabilità di no-global e soci e non ha mai condannato in maniera totale e definitiva certe manifestazioni violente?
Si tratta di una semplicissima constatazione statistica.
La sinistra è dal dopo-guerra ad oggi che fomenta l’odio contro l’avversario come nessun’altra parte politica.
(A tal proposito basterebbe rispondere a questa domanda: a quale parte politica appartengono gli autori di libri, rappresentazioni teatrali e film che predicano la morte violenta di Berlusconi?).
Ora, senza scordare anche le stragi dovute all’estrema destra, come si possono dimenticare i morti ammazzati per mano di tanti “utili idioti” appartenenti a organizzazioni come Lotta Continua e Brigate Rosse (solo per farne un esempio)? Quegli omicidi non sono forse cronologicamente associati a feroci campagne d’odio a mezzo stampa e propaganda varia?
Lo stesso omicidio Biagi non coincide forse con una campagna di mistificazione e d’odio creata ad arte soprattutto dalla sinistra per ostacolare le riforme?
I risultati di questo modo di fare politica sono da sempre sotto gli occhi di tutti (anche il ‘68 ne è un esempio). E chi non lo ammette e continua a farci la morale è solo un emerito ipocrita.
Per questo, vengo puntualmente colto da un riso amaro quando sento personaggi come Fassino, il quale, dopo aver condannato le violenze, ipocritamente dice (ai microfoni del TG5) che «(…)siamo in presenza di episodi di teppismo politico, che non possono che essere assolutamente condannati, nel modo più assoluto; che non hanno niente a che vedere col confronto, la dialettica, la battaglia politica elettorale che è in corso e che deve svolgersi in un clima di rispetto reciproco, di serenità, di civiltà (…)».
E proprio lui, Fassino, parla di RISPETTO? Quando lui stesso e la maggioranza dei suoi compagnucci d’avventura spessissimo non ne hanno avuto e che da anni non fanno che delegittimare questo governo, insultando ripetutamente e pesantemente lo stesso Berlusconi?
Il punto, secondo me, è che l’Italia soffre terribilmente di quanto prodotto dalla “okkupazione” gramsciana.
Non dobbiamo infatti dimenticare quanto sostenuto da Antonio Gramsci, come da altri nel partito comunista, che indicava il “condizionamento sistematico di tutti i gangli della cultura e dell’informazione” come “strumento” per consolidare il comunismo in Italia.
Come si può negare il fatto che la sinistra abbia “okkupato” tutti i gangli vitali del Paese?
Magistratura, scuola, università, impiego statale e di altri enti a livello nazionale, mondo dello spettacolo e della cultura, sindacati, giornali e televisioni (checché ne dicano i detrattori di Berlusconi – vi invito a leggere il libro “Inchiostro rosso – Le vere veline dell’era Berlusconi“, scritto da Massimo Pandolfi e Riccardo Fantini, edizioni Ares) sono tutti in mano ai “rossi” che, dal dopo-guerra ad oggi, hanno operato come una grande piovra (come la mafia).
Perciò, se oggi ci troviamo in questa situazione, con “utili idioti” di destra e soprattutto di sinistra (numericamente molto più consistenti), lo dobbiamo soprattutto a comunisti e post-comunisti.
La “okkupazione” gramsciana ha lavato tanti cervelli e continua a farlo. E proprio questo, secondo me, è il principale elemento frenante di una possibile evoluzione della politica in Italia (a tal proposito segnalo questo post di Robinik).