Stiamo con la Danimarca.
Senza se e senza ma, sin dall’inizio di questa storia, partita da innocenti vignette, che sarebbe ridicola se non fosse per i preoccupanti episodi che si sono verificati e che dimostrano quanto odio cova il mondo islamico nei confronti dell’Occidente.
Stiamo col Governo danese soprattutto perché, contrariamente a molti altri, non ha chiesto scusa conservando così la propria dignità. Non l’ha fatto dicendo (giustamente) che in Danimarca la libertà di parola, di opinione e di stampa sono sacre e non possono essere in alcun modo “controllate” dallo Stato proprio perché altrimenti non ci sarebbe più libertà.
Siamo molto preoccupati per il futuro di questa Europa che riteniamo sia divenuta già EURABIA.
L’assoggettamento alla prepotenza, che pervade il mondo islamico, è dimostrato dalle scuse presentate da troppi stati europei/eurarabi che rivelano anche la paura che abbiamo di difendere la nostra cultura e le nostre radici (non si può non notare come volutamente sia stato cancellato dalla Costituzione Europea l’accenno alle nostre radici culturali giudaico-cristiane).
Siamo molto (anzi moltissimo) delusi da come ha reagito il nostro Paese.
Sapevamo già che la quasi totalità della sinistra italiana spinge da sempre per una generale calata di braghe nei confronti del fanatismo musulmano. Sapevamo anche che le sue frange estremiste, che si trovano principalmente tra i cosiddetti no-global, i verdi e i vari “rifondaroli” e comunisti, si sono dimostrate (e continuano a farlo) sostenitrici dei terroristi islamici.
Sapevamo, come già scritto anche da Oriana Fallaci, che anche il centro destra aveva un atteggiamento ambiguo nei confronti del mondo islamico (come ad esempio Gianfranco Fini, che vuole dare il diritto di voto anche agli immigrati privi di cittadinanza).
Ma non avremmo mai creduto che si sarebbe arrivati alla tragicomica vicenda che ha causato le dimissioni del ministro Roberto Calderoli (Lega Nord).
Sulla questione, noi la pensiamo sostanzialmente come Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero, il quale, nell’editoriale odierno (domenica 19 febbraio 2006), critica aspramente ciò che hanno fatto i vari componenti dell’attuale maggioranza di governo ma soprattutto l’atteggiamento arrendevole del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei confronti sia di Gheddafi sia di tutto l’islam fanatico (che è ancora maggioranza).
A tal proposito Feltri scrive: «[...] Non si rendono conto il Cavaliere e il suo gabinetto che, agendo così, d’impeto, senza attendere le risultanze dell’inchiesta (mi auguro ci sarà anche se non approderà a nulla) [Feltri si riferisce all'inchiesta con la quale si dovrebbe appurare se le proteste di Bengasi siano state scatenate dalle vignette o dalla maglietta di Calderoli - n.d. autori del post] rivelano una paura fottuta e uno stato di soggezione verso gli aggressori del Consolato. I quali aggressori, dinanzi ai risultati ottenuti con la loro impresa (addirittura il licenziamento di un ministro), sono incentivati a proseguire nella politica della forza bruta, bestiale. Menare le mani, incendiare e distruggere paga. Gli occidentali se la fanno sotto e noi ce li mangeremo. Esatta valutazione. Se lo scopo perseguito dai terroristi era sicuramente quello di farci vivere nella paura e di gettarci in ginocchio, be’, essi l’hanno raggiunto. Non si era mai visto al mondo un governo silurare un suo membro per il sol fatto che questi, forse, ha irritato la sensibilità di uomini intolleranti capaci di spaccare tutto per una storia di vignette. C’è qualcosa di comico e di sinistro in questo pasticcio provocato dalla tremarella. Un esecutivo si cala le brache per dodici disegni bruttini ma non contrastanti con le nostre leggi, con la Costituzione la quale garantisce il diritto alla libertà di pensiero (in qualsiasi modo espressa) a prescindere da idee politiche, fede religiosa, sesso. [...]»
E la critica continua con un’osservazione che a noi pare particolarmente azzeccata: «[...] Perché siamo tanto privi di dignità? A parte la fifa blu degli attentati, consapevoli come siamo con quali signorini abbiamo a che fare, si dà il caso vi sia di mezzo il petrolio e il gas. Allora, Bengasi è la seconda città della nostra ex colonia. La prima è Tripoli. A Bengasi c’è una massiccia concentrazione di oppositori a Gheddafi, tra cui parecchi giovani. L’attacco al Consolato è anche uno sfregio a Gheddafi che con Berlusconi ha rapporti eccellenti, questione di grana, scambi commerciali.
Il colonnello ha due problemi: tenere a bada i contestatori, evitandone la crescita di numero; e salvaguardare le intese con l’Italia. Che fare di fronte al casino? La soluzione c’è. L’Italia offre ai baluba libici la testa dello screanzato Calderoli, e i baluba si placano mostrando al mondo il trofeo padano; Gheddafi fa l’occhiolino al Cavaliere e conferma i patti. Il regime di Tripoli si rinsalda. Finché dura.
Intanto petrolio e gas seguitano a pervenire sulla Penisola. E i dollari scorrono. Siamo felici, siamo contenti, le chiappe del cul porgiam riverenti. Chiaro? Le vignette e la maglietta scema del ministro sono soltanto pretesti idonei alla propaganda; e il popolazzo beota beve, eccome se beve, sia quello cammellato sia quello motorizzato. [...]»
Su questa questione degli “interessi” ci sarebbero poi vari precedenti che avallano ancor più le parole di Vittorio Feltri. Ci riferiamo infatti alle dichiarazioni fatte dallo stesso Berlusconi a sostegno dell’ingresso della Turchia in Europa. Per non parlare della sua grande amicizia col premier turco Erdogan che si spaccia per moderato quando invece, come ricorda Oriana Fallaci nel suo ultimo libro (Oriana Fallaci intervista sé stessa - L’Apocalisse), «[...] per eccessi di fanatismo integralista era stato quattro mesi in prigione. Così “moderato” che durante gli attacchi kamikaze scatenati nel 2003 ad Ankara non avrebbe mai pronunciato il termine “terrorismo islamico”. Anche lui avrebbe detto “terrorismo” e basta. Al massimo “terrorismo religioso”. Così “moderato” che sarebbe stato il primo a voler rimettere nel Codice Penale il reato di adulterio. [...]»
Inoltre, sulla questione “amicizia” con Gheddafi non possiamo dimenticare che il leader libico si è sempre distinto per ambiguità ed inaffidabilità (ricordate Lockerbie? i missili lanciati su Lampedusa? le accuse e le richieste d’indennizzo verso l’Italia che li aveva colonizzati?). Anche per questo, come può Berlusconi continuare a far finta di nulla sui recenti patti con la Libia, a proposito di immigrazione clandestina, in gran parte disattesi?
Diciamoci la verità, Cavaliere, Gheddafi è un vero esperto nel prenderci per i fondelli!
Ci chiediamo: è mai possibile che, dopo tutto ciò che è successo a Bengasi e quello che sta accadendo negli altri paesi islamici dove “non muove foglia che il regime non voglia”, la nostra più grande preoccupazione sia quella di andare a chieder scusa persino in moschea (come ha fatto quel grandissimo e cinico opportunista di nome Gianfranco Fini) per una sciocchezza commessa da un ministro?
Quand’è che ci indigneremo e quando pretenderemo noi le scuse per tutte le violenze e i saccheggi subiti dalle nostre ambasciate, soprattutto considerando che (come abbiamo già detto) in quei paesi una manifestazione pubblica non può avvenire senza il benestare del regime?
Siamo indignati.
Sull’islam la pensiamo in sostanza come Oriana Fallaci.
Sulla multiculturalità e sul dialogo tra civiltà e religioni differenti siamo vicinissimi alle idee di Marcello Pera e di papa Benedetto XVI.
Sulla politica invece non abbiamo un riferimento forte perché, considerate anche le questioni di cui abbiamo parlato sopra, riteniamo che ancora non esista nel panorama italiano. Ma nonostante ciò, considerando i “valori” e la maggior ipocrisia che caratterizzano secondo noi il centro sinistra, continuiamo a pensare che votare il centro destra sia il male minore.
Riusciremo mai a vedere il giorno in cui non dovremo più “turarci il naso”?
Partigiano William
e
il miscredente
Aggiornamento
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