Spettabile Redazione del TG5 (Mediaset),
da poco ho terminato di ascoltare la prima notizia del vostro telegiornale delle ore 13 in cui avete riportato che «(…) in Thailandia un contadino di 48 anni ha mangiato pollame contagiato ed è morto (…)».
Ma come? Ora si muore anche solo mangiando carne di pollo infetta?
Non era forse stato detto che l’influenza aviaria si trasmette all’uomo solo se questo ha “stretti contatti” con un animale vivo?
Ho fatto subito una piccola ricerca sulle agenzie di stampa e scoperto la vera notizia in cui ad un certo punto si riporta che quel contadino «(…) sembra abbia contratto la malattia (…) avendo mangiato un pollo infetto». Ma subito dopo poche righe viene anche precisato che quell’uomo «(…) ha contratto il virus perché ha preso un pollo malato, lo ha ucciso e poi lo ha mangiato (…)», come ha riferito il premier Thaksin Shinawatra in una conferenza stampa a Bangkok.
Quindi, alla luce di quest’agenzia e di tutte le nozioni sulle modalità di contagio che ci sono state propinate dall’inizio dell’allarme aviaria, analizziamo bene come sarebbero andate le cose veramente.
Quell’uomo (che, come la maggior parte dei contadini tailandesi, con ogni probabilità allevava i polli nella sua terra) ha catturato un pollo ancora vivo ma infetto e, proprio tramite questo contatto ravvicinato tra persona e animale vivo, in quel momento, o nell’immediata fase successiva dell’uccisione, ha contratto il virus.
Invece, a giudicare da come avete dato la notizia ai vostri ascoltatori (sia nella sintesi della giornalista in studio, sia nel servizio immediatamente successivo), secondo voi lo sventurato avrebbe contratto il virus «(…) mangiando carne infetta (…)» (sono sempre parole vostre)!
La massaia in ascolto, già preoccupata da tutto ciò che sente in giro, sicuramente avrà pensato: «da domani non comprerò più carne di pollo!».
E il fatto ancor più grave è che non avete aggiunto uno straccio di precisazione all’interno del servizio trasmesso!
Ma vi rendete conto che in questo modo vi siete resi complici dei più biechi “allarmisti”?
E non venitemi a raccontare le solite cose, tipo “la notizia ed il servizio erano arrivati poco prima di andare in onda e ci è stato impossibile fare ulteriori verifiche”, perché a questo punto mi fareste venire seri dubbi in merito al grado di preparazione dei vostri stessi giornalisti e collaboratori.
Ora, avendo spento prima il televisore, non so se nel corso dell’edizione del TG vi siate successivamente corretti.
Di sicuro resta il fatto che (anche dopo esservi schierati dalla parte dei “catastrofisti ambientali” – come ho evidenziato poco tempo fa su di un mio post) secondo il sottoscritto la vostra serietà sta veramente andando a ramengo.
Domanda: ora che la “frittata” è fatta come pensate di rimediare?
Suggerimento e domanda (insieme): cosa ne pensate della possibilità di chiedere scusa e fare le dovute precisazioni ai telespettatori durante le successive edizioni del TG5, sia delle ore 13 sia delle 20, e, magari, di realizzare un’edizione speciale di approfondimento del tema da trasmettere in prima serata?
il miscredente
Aggiornamento del 21/10/2005 – ore 20,30
PRECISAZIONE – Non so precisamente il motivo (suppongo sia per le modalità di pubblicazione dei contenuti sul sito del TG5) ma il link alla notizia di ieri ora “punta” ad un altro “articolo” con un testo completamente diverso ma sempre inerente l’argomento.
