Archivio per Ottobre 2005

Una banale constatazione statistica… (segnalazione post con commento)

Segnalo e riporto il post L’attentato di Nuova Delhi e lo “scandaloso” Huntington, tratto dal blog di Fausto Carioti (A conservative mind).

L’attentato di Nuova Delhi e lo “scandaloso” Huntington
Roma (1973 e 1985), Monaco di Baviera (1974), Entebbe (1976), Beirut (1983), Vienna (1985), Lockerbie (1988), Nairobi (1998), Dar es Salam (1998), Deserto del Niger (1989), Buenos Aires (1992 e 1994), New York (2001), Washington (2001), Bali (2002 e 2005), Casablanca (2003), Madrid (2004), Beslan (2004), Giakarta (2004), Londra (2005), Sharm el Sheikh (2005). Sudan, Timor Este, Algeria. Israele. E ora Nuova Delhi, dove tutti gli indizi sull’attentato puntano verso la matrice islamica (qui la Cnn e qui il quotidiano indiano The Hindu). La frase più scandalosa e politicamente scorretta del libro di Samuel P. Huntington, ovvero «i confini dell’Islam grondano sangue, perché sanguinario è chi vive al loro interno», non è una provocazione, ma una banale constatazione statistica, continuamente corroborata.

Tutto qui. Tanto corto e secco quanto efficace nel descrivere una situazione evidentissima di un Islam estremista che non intende assolutamente dialogare con culture diverse.
Come scrive Fausto, quella di Huntington è “[...] una banale constatazione statistica, continuamente corroborata [...]“.
Corroborata dai continui “fatti” e dalle continue, palesi esternazioni. L’ultima è quella del presidente iraniano Ahmadinejad, che ha usato parole di fuoco contro Israele seguite da una manifestazione di circa un milione di persone inneggianti alla distruzione dello stato ebraico.
Ma ancor più corroborata dal praticamente inesistente Islam cosiddetto “moderato”, di cui tanti straparlano ma che non si vede perché non reagisce con la dovuta forza e convinzione a queste cose e, perciò, risulta nettamente minoritario. Questo credo avvenga anche perché la maggior parte degli imam è integralista (lo dimostrano anche – ma non solo – le interviste di qualche tempo fa di “Striscia la notizia”). Inoltre penso che la maggior parte dei musulmani praticanti non sia moderata anche perché chi dissente dall’integralismo religioso viene immediatamente emarginato, quando non addirittura minacciato anche fisicamente.
Purtroppo l’uomo è generalmente ancora molto animale e poco uomo. Parlo di tutta l’umanità e non solo dei musulmani. La forza bruta e la legge del più forte continuano a dominare nelle relazioni tra la maggior parte degli stati del mondo e non solo (pensiamo anche solo alla mafia nostrana e a “come” riesce ad imporre il suo potere).
Se qualcuno non è convinto di ciò, e crede che con le parole si possa fermare un terrorista suicida, alzi la mano.

Inoltre non dimentichiamo mai che per l’attuale Islam, religione e Stato sono un tutt’uno. Non esiste alcuna distinzione.
Purtroppo l’Islam si trova ancora in un momento della sua “storia” come quello che l’Occidente stesso ha vissuto durante il “potere temporale dei papi”, in cui la Chiesa (checché ne dicano i vari Dario Fo e “ipocriti associati”, rimasti con la mente – loro sì – indietro di qualche secolo) era ben diversa da quella di oggi e perseguitava i vari eretici esiliandoli, torturandoli, rinchiudendoli, trucidandoli o bruciandoli.
So bene che anche la Bibbia, come altri testi sacri di altre religioni – compresa quella ebraica – e come lo stesso Corano, contengono passaggi a dir poco “feroci” contro i miscredenti e contro la donna. Mi risulta però anche che l’attuale cristianesimo abbia “capito” e sia ben lontano dal suo crudele passato, avendo anche riconosciuto le proprie colpe.
Non ritengo però assolutamente giusto che queste colpe possano essere utilizzate dall’Occidente (in particolare da questa Europa/Eurabia) per autoflagellarsi e per evitare di reagire a questa guerra santa dichiarata da questo Islam.
Sarebbe una resa, un suicidio inammissibile, oltre a costituire una rinuncia alla propria cultura.

Letterina aperta al TG5

Spettabile Redazione del TG5 (Mediaset),
da poco ho terminato di ascoltare la prima notizia del vostro telegiornale delle ore 13 in cui avete riportato che «(…) in Thailandia un contadino di 48 anni ha mangiato pollame contagiato ed è morto (…)».

Ma come? Ora si muore anche solo mangiando carne di pollo infetta?

Non era forse stato detto che l’influenza aviaria si trasmette all’uomo solo se questo ha “stretti contatti” con un animale vivo?

Ho fatto subito una piccola ricerca sulle agenzie di stampa e scoperto la vera notizia in cui ad un certo punto si riporta che quel contadino «(…) sembra abbia contratto la malattia (…) avendo mangiato un pollo infetto». Ma subito dopo poche righe viene anche precisato che quell’uomo «(…) ha contratto il virus perché ha preso un pollo malato, lo ha ucciso e poi lo ha mangiato (…)», come ha riferito il premier Thaksin Shinawatra in una conferenza stampa a Bangkok.

Quindi, alla luce di quest’agenzia e di tutte le nozioni sulle modalità di contagio che ci sono state propinate dall’inizio dell’allarme aviaria, analizziamo bene come sarebbero andate le cose veramente.
Quell’uomo (che, come la maggior parte dei contadini tailandesi, con ogni probabilità allevava i polli nella sua terra) ha catturato un pollo ancora vivo ma infetto e, proprio tramite questo contatto ravvicinato tra persona e animale vivo, in quel momento, o nell’immediata fase successiva dell’uccisione, ha contratto il virus.

Invece, a giudicare da come avete dato la notizia ai vostri ascoltatori (sia nella sintesi della giornalista in studio, sia nel servizio immediatamente successivo), secondo voi lo sventurato avrebbe contratto il virus «(…) mangiando carne infetta (…)» (sono sempre parole vostre)!
La massaia in ascolto, già preoccupata da tutto ciò che sente in giro, sicuramente avrà pensato: «da domani non comprerò più carne di pollo!».
E il fatto ancor più grave è che non avete aggiunto uno straccio di precisazione all’interno del servizio trasmesso!

Ma vi rendete conto che in questo modo vi siete resi complici dei più biechi “allarmisti”?
E non venitemi a raccontare le solite cose, tipo “la notizia ed il servizio erano arrivati poco prima di andare in onda e ci è stato impossibile fare ulteriori verifiche”, perché a questo punto mi fareste venire seri dubbi in merito al grado di preparazione dei vostri stessi giornalisti e collaboratori.

Ora, avendo spento prima il televisore, non so se nel corso dell’edizione del TG vi siate successivamente corretti.
Di sicuro resta il fatto che (anche dopo esservi schierati dalla parte dei “catastrofisti ambientali” – come ho evidenziato poco tempo fa su di un mio post) secondo il sottoscritto la vostra serietà sta veramente andando a ramengo.

Domanda: ora che la “frittata” è fatta come pensate di rimediare?

Suggerimento e domanda (insieme): cosa ne pensate della possibilità di chiedere scusa e fare le dovute precisazioni ai telespettatori durante le successive edizioni del TG5, sia delle ore 13 sia delle 20, e, magari, di realizzare un’edizione speciale di approfondimento del tema da trasmettere in prima serata?

il miscredente

Aggiornamento del 21/10/2005 – ore 20,30
PRECISAZIONE – Non so precisamente il motivo (suppongo sia per le modalità di pubblicazione dei contenuti sul sito del TG5) ma il link alla notizia di ieri ora “punta” ad un altro “articolo” con un testo completamente diverso ma sempre inerente l’argomento.


ATTENZIONE
Chi volesse inserire commenti, a seguito dei post, può farlo sul blog ufficiale.
Io sto con Israele

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