La febbre della Terra e la parzialità dei mezzi d’informazione

sole.jpgL’articolo “State of Fear“, dell’ottimo Andrea Mancia e segnalatomi dal Partigiano William, mi ha stimolato a riprendere alcuni ragionamenti che da sempre mi stuzzicano a proposito del surriscaldamento del nostro pianeta. Sulla scia del martellamento dei mezzi d’informazione, che sostengono quasi esclusivamente le tesi allarmistiche del mondo ambientalista, la maggior parte della gente tende a mettere in relazione il surriscaldamento del nostro pianeta con l’inquinamento dovuto all’attività umana. Ma c’è un fattore che potrebbe stravolgere le convinzioni dei più e che non viene sufficientemente evidenziato. Si tratta dell’attività solare. Il Sole è infatti la principale fonte di calore che riscalda la Terra impedendole di trasformarsi in una sfera ghiacciata fluttuante nello spazio. Interessandomi da tempo di astronomia seppur a livello molto dilettantistico, da almeno quindici anni a questa parte, ma soprattutto negli ultimi cinque, non ho potuto fare a meno di notare, sia su riviste sia su siti Internet specializzati, vari articoli che parlavano dell’eccezionale attività solare registrata negli ultimi decenni e che più volte ha reso possibile l’osservazione di aurore boreali anche in Italia (ad esempio nel 2000 e nel 2003). Si sa che, in fisica, “l’energia non si crea né si distrugge ma si trasforma”. Quindi se il Sole è più attivo significa che una maggiore energia, più particelle e radiazioni di vario tipo (comprese quelle infrarosse, principali responsabili della trasmissione del calore) solleciteranno maggiormente la Terra. Di conseguenza, si può facilmente intuire come una parte di queste maggiori sollecitazioni si possano tradurre in calore aggiuntivo. Con questi argomenti, da vari anni mi è capitato spesso di mettere un po’ in crisi amici e parenti, ponendoli di fronte a seri dubbi sulla questione. Anche oggi chi studia l’attività solare continua a ribadire che la Terra è da vari anni interessata da un bombardamento energetico, da parte della nostra stella, che è più elevato rispetto ai decenni passati. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Astronomia di Zurigo (Svizzera), dopo recenti studi effettuati su campioni di ghiaccio prelevati dalla calotta polare in Groenlandia, sostiene che erano almeno mille anni che il Sole non era così caldo. Il presidente del “Centro per lo studio della Variabilità del Sole“, prof. Roberto Buonanno, sostiene che da ottomila anni il Sole non era così attivo. Anche il tanto discusso prof. Richard S. Lindzen, docente del Massachusetts Institute of Technology (MIT), è da tempo che va affermando, tra continue contestazioni degli ambientalisti, che relativamente all’evidente surriscaldamento della Terra «l’uomo ha una responsabilità minima: solo l’1,5% rispetto a tutto il resto». Pertanto ora come ieri mi chiedo: con questi elementi, che personalmente credo difficilmente confutabili, come si può essere così certi che il surriscaldamento sia colpa soprattutto dell’uomo? E perché i mezzi d’informazione non danno la giusta rilevanza anche a questi elementi che ho citato e continuano a creare solo allarmismo fomentando così anche il “fondamentalismo ambientalista”?

Certo, alla luce dell’innegabile tasso d’inquinamento delle nostre città, il Protocollo di Kyoto potrebbe contribuire alla salute di tutti. Ma, anche in caso fosse adottato da tutti i paesi, siamo sicuri che questo accordo internazionale riuscirebbe a fermare il surriscaldamento in atto così come si è prefissato?


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